Mentre morivo

 “Il Grande freddo” di L. Kasdan è un film della mia adolescenza. C’è un funerale e ci sono degli amici che si ritrovano in una casa per onorare il morto, un loro amico che si è suicidato. Tutti si rendono conto del peso della morte e iniziano a ragionare sull’andamento della loro esistenza. Chi è contento e chi è insoddisfatto ma non si può tornare indietro e che tutto un bel giorno finirà.

Ed è proprio la descrizione della fine che scrive il grande Faulkner nel suo piccolo capolavoro “Mentre morivo”. Il libro racconta la morte di una madre e come di tutti i suoi cinque figli e il marito vogliano rispettare la sua volontà di essere sepolta nella sua città ma sarà un viaggio drammatico. I Bundren sono una famiglia di poveri contadini che caricheranno la bara della donna su un carro malconcio e partiranno per la lontana contea di Jefferson per seppellirla. Il viaggio non sarà semplice anche a causa di un’inondazione e durerà più di una settimana, sembra quasi un viaggio di purificazione per l’intera famiglia dove ognuno nasconde e porta qualcosa. La morte realizzerà dei piccoli sogni come per esempio delle banane o dei denti nuovi, sogni di gente povera.

“Mentre morivo” racconta la costruzione della bara sotto la pioggia e di come gli angoli siano importanti nel reggere il peso di un corpo. “Mentre morivo” racconta un rito di sepoltura con tanto di simboli al suo interno. “Mentre morivo” è un libro che vi porterà negli inferi, la discesa sarà lenta, il dolore piano piano vi assalirà ma alla fine, e solo alla fine, vedrete la luce e sarete diversi, forse consapevoli che alcune volte sprechiate tempo in cose inutili e quindi sarete consapevoli del fatto che qualcuno o qualcosa alcune volte vi abbia derubato della cosa più importante nella vostra esistenza: il tempo.

Io sono l’ultima ruota del carro che possa parlare della grandiosità letteraria di Faulkner ma posso solo consigliarvi di essere attenti a come trascorriate il vostro tempo e leggere questo libro potrebbe semplicemente salvarvi dallo spreco a cui alcune volte vi sottoponete consapevolmente o non consapevolmente.

http://www.youtube.com/watch?v=2C2W_O9BX4g&feature=related

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14 pensieri su “Mentre morivo

  1. Certo, ti sei sceltA un bel fardello. Faulkner, uno dei miei autori preferiti – questo significa che di lui ho cercato tutte le opere e le ho anche lette – è analizzabile su più piani, me è proprio la corposità – che qualcuno chiama barocca – che ne deriva a dare il sottile piacere della lettura.
    Sono contento che Faulkner continui ad essere apprezzato, in quest’epoca di pseudoletteratura (questo lo dico per bamborino, che spero non si adonti).
    mfr

    1. Allora tu sei uno che utilizza bene il suo tempo. E ho anche capito che comprendi che tipo sia Bamborino. Ho iniziato da poco la mia conoscenza di Faulkner con L’Urlo e il furore e Assalonne, Assalonne che trovo grandioso. L’anno 2010 è stato l’anno di FMD e Capote e l’anno 2011 è l’anno di Faulker e Pynchon … ogni anno miglioro grazie al mio dottor Kambublus … letto mai DFW?

      1. Wallace non lo conosco. Ma se lo trovo, me lo spupazzo.
        Grazie per la dritta.
        mfr

  2. Posso consigliarti di iniziare a leggere “Una cosa divertente che non farò mai più”? Giusto per iniziare e poi penso che se Wallace avesse saputo che te lo saresti “spupazzato” minimo minimo ti ordinava di non essere un suo lettore 🙂 “Spupazzare” è dialettica “terrona” giusto?

    1. Grazie. Lo farò, ti dirò.
      A proposito di SPUPAZZARE, ci sono le definizioni:
      ******************************************************************
      HOEPLI
      spupazzare
      [spu-paz-zà-re]
      (spupàzzo)
      A v. tr.
      1 Riempire di coccole e moine qualcuno: passa intere ore a s. il suo bambino
      **************************************************************************
      SAPERE.IT
      spupazzare
      v.tr. [aus. avere] ( fam.) 1 giocare con qualcuno come con un pupazzo: spupazzare un bambino
      2 coccolare, vezzeggiare: spupazzare una ragazza
      3 intrattenere, far svagare qualcuno pur non avendone voglia |||
      spupazzarsi v.pron. ( fam.) divertirsi, sollazzarsi; amoreggiare: sul far del giorno… i cittadini si trovavano ancora nei propri letti a dormire o a spupazzarsi un pochettino con la moglie (PALAZZESCHI) |||
      v.pron. indiretto ( con valore di partecipazione) intrattenere qualcuno: me lo sono spupazzato per tutto il giorno

      ¶ Deriv. di pupazzo, col pref. s-.
      **********************************************************************
      Il senso implicito era quest’ultimo = intrattenere W
      Alla prossima…
      mfr

  3. Ciao. Non sono riuscito a finirlo, Mentre morivo. Era come mangiare terra. Per quanto intenso, non andavo avanti.
    Ho riletto Oblio, e la Ragazza dai capelli strani, macchè, ad ogni racconto mi veniva sonno. Una noia.
    Non mi viene sonno con Wittgenstein però, semmai non lo capisco, come Deleuze, che a differenza del primo è un artista, con tutte le relative pecche.
    Il fatto è che non credo alla salvezza tramite la lettura ma solo tramite lo scrivere, beato quindi chi ci riesce. Non credo nella consapevolezza attraverso la lettura o il guardar quadri o film, ma solo attraverso il raschiare personalmente il proprio fondo e poi, poi ne dubito tanto suona eroioca e sentimentale questa visione del cazzo. Posso al massimo sentire una specie di cameratismo con i personaggi, ma è finto, alla fine si tratta di immedesimazione, alla fine è fiction ed è questo che non perdono all’autore, di avermi ingannato consapevolmente, ogni volta e sin dall’inizio. Chiudi il libro ed è come una donna che chiude le gambe. Grazie, puoi andare. Game over.
    Sarà che mi pare di non credere in niente, e lo dico non perchè sono un così detto spirito libero, ma perchè, al contrario, sono decisamente prigioniero della benda che porto davanti agli occhi ( che immagino come una bistecca cruda) e che mi aiuta, almeno questo, a prendere sonno ogni volta che lo desidero, il che vale a dire quante più volte mi è possibile. Ormai sono perduto tra le possibilità ma senza necessità; perduto nella mia disobbedienza alla necessità: una sorta di selvaggio senza la grazia della sua naturalezza che presumiamo gli fu propria; perduto nella mia voluttà, mezzo vivo o mezzo morto, che blatero sulla mia stessa lingua come fosse una pista da ballo in mezzo all’inverno. Saluti cari. Ti leggo.

  4. Caro Dromo sei ritornato, non so se questo è un bene o un male. Ma non hai più il tuo blog? Oppure sono sempre la solita incapace a trovare le cose?
    Io credo invece nella consapevolezza attraverso la lettura e questa mia certezza è supportata anche da un libro che sto leggendo in questo periodo. Io credo nella consapevolezza nello scrivere ma anche nel parlare, anzi credo che l’essere consapevole sia uno dei primi passi per togliersi “la bistecca cruda” davanti agli occhi ma poi cazzo con te sembra sempre che faccio la maestrina New Age che è una cosa che non sopporto … non lo so … quel “mezzo vivo o mezzo morto” mi da l’impressione di uno che agonizza come il cavallo che tira il carretto del feretro in “Mentre morivo” e uno che non sa decidere ancora se vivere o morire.

  5. Eccomi ancora…
    DFW, dietro tuo consiglio, l’ho trovato (dico i libri fisici), ma è lì che occhieggia dal tavolo di lavoro e non riesco a staccarmi da altri autori. Insomma ‘sta coda sta diventando un po’ troppo lunga per i miei gusti.

    P.S. Ti confido una mia pena – ho perso lo scatolone con TUTTE le opere di W Faulkner durante un trasloco. L’edizione Mondadori di tutte le opere. E’ lì, su carta riso giallognola, che ho potuto leggere Assalonne,Assalonne e quant’altro… E vabbè. Quando li trovo, me li ricompro (magra consolazione).

    Ciao.
    [A proposito, non è che sei su Facebook, non per altro, per la comodità dell’interazione reciproca]
    mfr

  6. Perdere i libri di Faulkner? Potrebbe essere vista come un’operazione di liberazione dalle parole del grande William.

    DFW aspetterà e su FB non ci sono …

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