Libero chi legge

Un paio di anni fa feci un sogno dove alla fine mi ritrovavo seduta tra Charles Bukowski  e Fernanda Pivano. Bevevamo un drink e alla mia frase “Ma lo sa signor Bukowski che se io leggo tanti libri è per colpa sua?” lui mi rispose “Basta libri signorina, è meglio bere” e mi diede della vodka. Era un sogno su DFW e tra poco lo metterò nella sezione ma è venuto a galla quando in biblioteca ho preso in prestito “Libero chi legge” di Fernanda Pivano.

A Fernanda Pivano bisogna riconoscere tante cose ma quella più grande è quella di aver portato la letteratura americana in Italia. La sua esaltazione per la “beat generation” non l’ho mai capita, non credo che sia stato un momento fondamentale nella letteratura ma forse certe cose, credo, bisogna viverle nel momento giusto e poi non credo che Bukowski  ne facesse parte.

Il libro sono semplici recensioni su i libri che hanno fatto la storia della letteratura americana quindi s’inizia con Edgar Lee Masters per concludere con Nick McDonell e dentro ci sono tutti ma tutti – Whitman, Keroac, Bukowki, Ginsberg, Salinger, Cunningham, Fitzgerald, Chandler, Hammett, Irving, Williams, Thoreau, Paley, McInerney, Dick, Lewis, London, Robbins, Millay, O’Connor, Tyler, Faulkner, Bellow, Hemingway, Miller, Roth, Capote, Leavitt, Auster, Carver, Safran Foer, DeLillo, Fante, Pound, Poe, Steinbeck, Melville, Vonnegut, Palahniuk, Oates, Dos Passos, Vidal, Pyncon, Ellis e David Foster Wallace.

Sono a metà del mio cammino da divoratrice di libri americani infatti ho scritto su un quadernino le mie lacune. Ma bisogna dire che con alcune recensioni non sono proprio d’accordo, come quella su Infinite Jest dove scrive “è un libro sulla droga e guarigione”. Non è così, è riduttivo, 1400 pagine sulla droga? E’ un libro sulle dipendenze e definisce Wallace lo scrittore più triste della letteratura americana, insomma Capote o Faulkner non sembrano tanto più allegri? Alcune ritrovo in Fernanda Pivano solo la superficie delle cose, il fermarsi alla prima immagine e non l’indagare ed è proprio questo che non le perdono, ritrovo quel perbenismo italiano e quella “cultura di sinistra” che mi fa tanto girare le palle in alcuni momenti nella mia vita.

Ma Fernanda Pivano mi piaceva. Mi piaceva l’umiltà e il suo sconfinato amore per l’America, per quel paese che lei considerava la patria delle libertà e come dargli torto dopo che anche Saviano è andato al Zuccotti Park a parlare senza scorta! Cazzo è proprio il paese delle libertà, possono girare tutti anche quelli che hanno ricevuto minacce dalla Camorra.

E penso a Bob Dylan un altro  che ha reso il mondo un posto migliore per viverci, almeno per un po’ … grande Bob!

http://www.youtube.com/watch?v=mYQZSDOWwww&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=g1s47L8DrJ0&feature=related

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18 pensieri su “Libero chi legge

  1. Sto trasportando i pochi post su McCarthy sul nuovo blog, e a breve scriverò qualcosa su Cavalli selvaggi… commento spam pubblicitario !

    Comunque Saviano anche a Zuccotti Park, è quasi più presente di Mariomonti…

  2. Se non mi sbaglio una volta qualcuno ha detto a Fernanda Pivano che Fabrizio de Andrè era il Bob Dylan italiano, e lei gli ha risposto che casomai Bob Dylan era il Fabrizio de Andrè americano.

  3. Davvero ho un fuso orario diverso? Ora vado a controllare! E su Fernanda Pivano che dirti? Che facevo benissimo ad innervosirmi alcune volte su certe sue “uscite” … ma pensa te, Fabrizio De Andrè americano, nulla da togliere a De Andrè ma parliamone … e come il premio Nobel a Dario Fo insomma parliamone o no?

  4. Non conosco Bob Dylan.

    Fabrizio De Andrè è stato un grande anche se il suo repertorio migliore è stato quello in dialetto – che pochi possono apprezzare – e quando si è affidato alla PFM per gli arrangiamenti. Parte del suo repertorio, inoltre, è una reinterpretazione di quanto scritto da altri, ad esempio da Brassens.
    Rimane comunque un grande della musica italiana, anche se personalmente ascolto le sue canzoni o nella versione del figlio Cristiano o in quelle riarrangiata con la PFM…

  5. Scusami quando dici che non conosci Bob Dylan vorresti dire che non conosci la sua musica? E’ un vero peccato che tu non lo conosca musicalmente parlando. De Andrè fa parte della storia della musica italiana e questo è fuori di dubbio ma Bob Dylan è qualcosina di più …

  6. Conosco qualcosa di Bob Dylan ma se devo essere sincero non posso paragonarlo a Fabrizio de Andrè proprio perchè la mia è una conoscenza superficiale mentre Faber lo conosco molto bene, per questo mi sembra eccessiva la mitizzazione che vedo nei suoi confronti, anche molto lontana dalla sensibilità del cantante genovese.

    Che poi, in confronto al 98% degli artisti italiani odierni, Faber sia di un’altra categoria, su questo non ci piove…

  7. Scusa Anifares arrivo solo ora.
    Ma per dirti che hai scritto sulla Pivano, traduttrice-mostro-sacro (anche e soprattutto post mortem), quello che penso da tempo su di lei.

    @ipitagorici ——–> vero quello che dice su De Andrè

    Grazie per l’ospitalità.
    mfr

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