Cecenia anno III

One billion backs against the wall
now do we walk or run
one thousand backs against the wall
now do we walk or run
one hundred backs against the wall
now do we walk or run
it’s just your back against the wall
now do you walk or run
remember when you were a kid
those days are all but gone
if we don’t do this
nobody else will
if we don’t do this
nobody else will
nobody else will

 

Sui social network a periodi alterni ci sono iniziative contro la Chiesa Cattolica Italiana come quelle per difendere gli animali oppure le donne. Un’enorme calderone dove c’iscriviamo per difendere i diritti dei più deboli oppure per attaccare qualcuno ma poi se dovessimo sporcarci le mani oppure tirare fuori qualche soldo da fuori il portafoglio, quello no, basta in fondo una firmetta o un semplice “mi piace”. Invece chi si sporca le mani sono le migliaia di volontari o cooperanti (ora hanno anche il ministero) che vanno in posti dove il resto del mondo avrebbe il terrore di andarci e sarebbero assaliti dalla disperazione dell’inutilità dell’essere umano.

La Chiesa Italiana lavora in posti dimenticati dallo stesso loro Dio e resiste davanti a tutto e alcune volte ci perde anche la vita, immaginatevi che lavorano anche in Cecenia. Ora non so se conosciate questa repubblica dell’ex Unione Sovietica ma sappiate che Grozny (la capitale) fino a qualche anno fa era un posto pericoloso quanto Mogadiscio. Per deformazione professionale conosco tutti i “conflitti dimenticati” nel mondo e conosco gente che in questi conflitti c’è stata e raccontano storie che vorreste non ascoltare mai e poi, sempre per il mio lavoro, conosco gente che dai quei posti se ne è scappata perdendo figli e parenti. Vivere non è per niente facile in alcune zone del mondo, se di vivere si può parlare io parlerei più di sopravvivere che ha tutto un altro significato.

“Cecenia Anno III” di Jonathan Littell vi racconta in modo magistrale la storia della Cecenia. Littel, in quello che potrebbe essere considerato una via di mezzo tra un reportage giornalistico e narrativa, vi racconta la storia di questa terra dimenticata dal resto del mondo per non “sconquassare” gli equilibri mondiali. Vi racconta in modo semplice dove questa regione sta andando e come oggi vengono risolti i conflitti in determinati posti. Vi prego non pensiate che siccome sta lontano da voi migliaia di chilometri la cosa non v’interessa, posso dirvi una cosa, state sbagliando. La guerra potrebbe arrivare anche a casa vostra sotto forme ben diverse.

La questione “Cecenia” è stata risolta in modo magistrale e cari miei le guerre cambiano strategia come cambia il mondo e noi. Volete sapere come si risolvono i conflitti adesso? Leggetevi il libro.

Buona lettura!

http://www.youtube.com/watch?v=OfzdLUwWZg8

 


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6 pensieri su “Cecenia anno III

  1. sconvolgenti i fatti ceceni, ho letto alcuni libri della Politoskaja che raccontano con lucidità gli orrori perpetrati dall’esercito russo in quelle zone…è giusto ricordare, come fai tu, anche chi davvero si sporca le mani e prova a dare una mano nella ricostruzione di una regione così bella.

  2. Visto che hai letto la Politoskaja potresti leggere anche questo che spiega anche che fine fanno chi si oppone al regime come i giornalisti del resto. Spero che non sia un post “buonista” volevo solo sottolineare che alcune volte è troppo facile sparare sulla Croce Rossa e non tenere conto di altre cose … solo questo.

  3. Bello questo libro, Littell è un autore che ama rischiare, con Le Benevole ma anche con Il secco e l’umido che gira intorno alla figura di Leon Degrelle. Sulla Cecenia è molto bello anche il libro di Prilepin “Patologie” uscito per Voland.

    1. L’Ossezia? E’ ndo sta? Scherzo e quando inizi a parlare di Azerbaijan no? Guardano in cielo quasi a sperare che appari un globo con una freccia luminosa che indichi la regione richiesta tipo quiz. Poveri! Cmq non è che io conosca tutto il mondo anzi conosco solo quelli dove ci sono guerre che poi non è proprio una cosa carina mi sembra.

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