L’arcobaleno della gravità

Quando ho terminato “L’arcobaleno della gravità” di Thomas Pynchon ho capito perché leggo spesso americani. Ho trovato una risposta ed è “Perché loro creano il futuro e noi no”. La questione è solo questa, voi dove volete vivere? Passato o futuro? Volete vederlo il futuro anche se voi non ci sarete? O volete far parte dei buoni salotti europei? E’ solo questo perché che vi piaccia o no gli americani creano il futuro, nel bene e nel male, dell’umanità e di tutte le attività connesse e se volete continuare a credere che Calvino è uno dei migliori sentitevi liberi ma sappiate che il mondo si fa da un’altra parte con altra gente e con altri tipi di cervelli e per favore sappiate che l’Italia è un posto solo per vecchi e radical chic.

“L’arcobaleno della gravità” non è un libro come tutti gli altri. E’ il nostro mondo quando perse l’innocenza. E’ la ricerca disperata della spia americana Slothorp durante la II guerra mondiale per scoprire il razzo tedesco V-2. E’ il nostro mondo pieno all’inverosimile di storie che si sovrappongono tra di loro. E’ il nostro mondo pieno di droghe e di paranoie. Attori, militari, cantanti, re, regine e comuni mortali tutti insieme sul carrozzone mondo che diventa sempre più schizofrenico. e nella parte finale del libro (Forza Contraria) ci sono le visioni del futuro (il libro fu pubblicato nel 1973) che è poi il nostro presente e ora abbiate il coraggio di chiedermi perche leggo solo gli americani? Il nostro futuro nelle mani di politici, drogati, spie, paranoici, genitori inesistenti e giovani evanescenti? Oddio ma guarda un po’ è la nostra realtà, cazzo!

Inoltre c’è un forte legame tra Pynchon e il mondo scientifico. Questo scrittore riesce a mettere insieme fisica, chimica, neurofisiologia, storia, film, balistica, biologia, geografia ed esce con una musica armoniosa che fa di questo libro una cosa unica nella letteratura mondiale. Sembra di esserci dentro al V-2, il lettore intrappolato nel razzo è affascinato da questo assurdo viaggio psichico che lo costringerà a leggere di simboli matematici e di formule chimiche oppure di personaggi stravaganti e quando terminerà il viaggio capirà che non rimarrà più niente neanche la forza di sperare e in effetti come contraddire Pynchon guardando quello che ci circonda?

L’invidia per l’America genera mostri che rompono le palle …

http://www.youtube.com/watch?v=cH7QhHB9Q9c&feature=related

Lanciare un po’ di cuori e giocare con delle pillole fa sempre bene di questi tempi

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10 pensieri su “L’arcobaleno della gravità

  1. Ciao. Permettimi di dissentire sulla tua scelta di vita orientata al futuro.
    Pensa che io, tanto per fare un esempio, riesco al leggere narrativa che abbia almeno una cinquantina di anni. Fa eccezione la fantascienza fatta bene.
    Eppure – ti garantisco – non appartengo ai salotti radical-chic.
    Buone cose.
    mfr

    (a proposito, schizofrenico è scritto con una sola ‘z’)

    1. Anch’io leggo libri di 50 anni fa e forse anche di più ma non era quello che volevo dire. L’idea di base e che ci sono alcuni scrittori che hanno la capacità di anticipare i tempi con i loro libri, vedi anche DeLillo, e questi nella maggior parte dei casi sono americani, ecco era solo questo. In fondo il post è un canto d’amore per la letteratura americana, niente di più con una vena polemica.

      Correzione fatta … grazie!

      1. Comunicare serve. Adesso il tuo pensiero è chiaro.
        Pensa allo sconvolgimento che introdusse il poeta Walt Whitman con la sua poesia diretta – la beat generation nasce da lì, soprattutto Allen Ginzberg. Pensa all’importanza che ebbe William Faulkner (L’urlo e il furore) negli anno ’30 in tutta la leteratura europea. Pensa all’Antologia di Spoon River di E.L. Masters (anche De Andrè, no?).
        Per dirti che hai colpito nel segno. Spesso gli americano hanno innovato prima degli altri.
        (Che ne dici di Shekley, di Dick… nella fantascienza).
        Ciao, a presto
        mfr

  2. Infatti! Faulkner è un grande scrittore. Ecco, volevo dire questo che spesso gli americani arrivano prima degli altri e non sempre ma spesso … Dick ho iniziato a leggerlo da poco, ho letto solo Ubik e lo trovo un libro impressionante. Ho comprato, Un oscuro scrutare, dopo ti dirò. Non so ma credo che Dick sia un po’ sottovalutato dicendo che è un scrittore di fantascienza, forse è un po’ riduttivo. Peccato che sia morto perchè secondo me avrebbe cambiato “genere”. Se pensi solo ai film che hanno fatto dai suoi libri, ecco non li vedo solo film di fantascienza, c’è sempre un fondo “Esistenziale” e forse era proprio questo che faceva di Dick un grande …

    1. Se mi dai l’ok, ti posso mandare tutto il Philip Dick che ho, in italiano, formato PDF.
      Giusto per completare. A me è sempre piaciuto di un autore leggermelo tutto. Non Tolstoi o Dickens, però!
      Ciao
      mfr

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