Although, of course, you end becoming yourselves

I’m never alone
I’m alone all the time
Are you at oneor do you lie
We live in a wheelwhere everyone steals
But when we rise it’s like strawberry fields

 La Minimum fax ha pubblicato “Come diventare se stessi” di David Lipsky. In America il titolo era “Although, of course, you end becoming yourselves”che significa “Alla fine, naturalmente, si finisce per diventare se stessi”che secondo me dava più l’idea di che cosa si andasse a leggere. Il libro contiene una lunga intervista a David Foster Wallace. David Lipsky ha vissuto cinque giorni con lo scrittore nel periodo in cui fu pubblicato “Infinite Jest” e nel libro si ritrovano tutti i pensieri di Wallace di quel periodo, dalle semplici curiosità ai pensieri più densi.

L’intervista da l’occasione di poter entrare nella testa di un genio e di perdersi nelle sue riflessioni sul mondo contemporaneo e a quello che ci aspetta. E’ una specie di testamento spirituale e si sa che tutti i testamenti fanno male perché vengono aperti quando le persone non ci sono più.

Non mi va di scrivere su questo libro, sinceramente. Non ci riesco. Troverete in giro scritti migliori del mio e con analisi più accurate. Io sono un’ignorante alcune volte anche sui miei sentimenti.

Mi manca David Foster Wallace. Era l’unico che offrisse un sollievo dall’effetto che fa stare al mondo. Era l’unico a dare un nome alle mie dipendenze e angosce. Era l’unico che scriveva sul mio arredo mentalecontemporaneo. Era l’unico che mi parlava di compassione e consapevolezza come le uniche vie d’uscita a tutta questa merda che mi circonda, cazzo c’è una via d’uscita.   Attraverso i suoi libri ho imparato che nessuno si può prendere cura di me, sul lungo periodo, meglio di me e che l’unico modo in cui si imparano davvero le cose è sbattendoci il muso e lo ammetto, alcune volte ci vado sbattendo con il sorriso sulle labbra, consapevolmente deviata!

Grazie David Foster Wallace e mannaggia a te dovunque tu sia!

http://www.youtube.com/watch?v=2RtKukzsfwE

 

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9 pensieri su “Although, of course, you end becoming yourselves

  1. Ciao, sì sì l’ho letto qualche tempo fa.
    Per Il re pallido ho deciso di aspettare e di leggerlo quando sarà arrivato il momento giusto per me. Senza fretta, senza ansia. Anche fra qualche mese.

  2. Sì, questo l’ho letto quando è uscito. The Pale King lo leggerò quando arriverà il momento giusto per farlo. Con calma, quando saranno passati mesi dalla sua pubblicazione.

  3. Io lo sto leggendo! Sono passata in libreria e non ho resistito e poi il ragazzo appena mi ha visto, conoscendomi, si è fatto mezzo negozio urlando “Prendilo, è appena arrivato”

  4. anche io ce l’ho in realtà, in due copie, nella versione uscita negli stati uniti che mi è stata regalata e in quella italiana pure quella regalata, ma le ho lasciate in un luogo abbastanza distante da me, dentro una scatola chiusa con lo scotch, così le andrò a recuperare solo quando sarà arrivato il momento per leggerlo. sembra una cosa folle però per me va bene così.

  5. manca molto anche a me.
    come avessi nostalgia di un non vissuto.
    poi penso che non ne poteva più del vissuto, viveva con miliardi di sensori in corpo.
    ecco, questo penso.
    una mente come la sua è quasi ad orologeria.

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